Sigur Ròs - Heima

Heima significa “casa”. Il ritorno a casa dei Sigur Ròs dal tour mondiale di Takk, nel 2006. È così che la band islandese ha voluto chiamare il suo primo DVD. Un prodotto dove la musica conta, ma conta soprattutto il contatto con la propria terra. E questo ha un significato particolare per chi vive in Islanda. In questo fazzoletto di terra, poco distante dal Polo Nord e isolato dal resto del mondo, la natura si scatena selvaggia, in tutte le sue forme: il ghiaccio e la lava; la roccia e le distese di prato; l’acqua e il fuoco. In molti punti la natura è così ostile all’uomo da essere disabitata.
Heima è un prodotto altrettanto particolare. In un mondo in cui i DVD servono a mostrare i grandi momenti di successo di un artista, i Sigur Ròs hanno invertito la rotta. Tutto, in Heima, ha un sapore di sano ambiente rurale. Il documentario accompagna la band nel corso di due settimane di concerti regalati (gratuitamente) alla loro gente. È il risultato del desiderio dei Sigur Ròs di ringraziare la terra in cui sono nati e omaggiare i suoi abitanti, i suoi silenzi, i suoi ammalianti scenari, austeri e romantici allo stesso tempo.

di Lucia Conti

Regia: Dean DeBlois
Anno: 2007
Cast: Jón Þór Birgisson (voce e chitarra), Georg Hólm (basso e xilofono), Kjartan Sveinsson (pianoforte, tastiere, chitarra e flauto e Orri Páll Dýrason (batteria e tastiere)


Un doppio DVD, con artwork minimale ma suggestivo. Il primo disco contiene il film vero e proprio, 97 minuti di interviste, scene di vita comue, riprese di esibizioni live che l’abile regia di Dean DeBlois interseca con i meravigliosi panorami islandesi. Il secondo propone le versioni completa delle canzoni, più altre tracce extra, oltre a interviste col manager della band su tutto il progetto Heima.

E così, seguiamo i Sigur Ròs in questo tour “a casa”, accompagnati dal quartetto di archi femminili Amiina. Suonano in diverse ambientazioni: in una saletta per le iniziative culturali di un paesino. Tra i ferri di una fabbrica di pesce abbandonata. Davanti a una casa di pietra che cade a pezzi. Su un prato, per protestare con la costruzione di una diga a scopo industriale. In un piccolo paese abitato d’inverno da due sole persone e nella più “occidentalizzata” Reykjavic. Suonano spesso senza neanche un palco. Arrivano, si montano i loro strumenti, srotolano i fili, si accordano e danno vita alle note. Intanto, persone di tutte età camminano attraverso i prati, fino a pochi centimetri dagli strumenti. Sembra una scampagnata di primavera (vedi qui il video
di Hoppipolla
). Si siedono e ascoltano. Famigliole, anziani, bambini che corrono ovunque o restano ad occhi spalancati davanti alla band. Ragazzi, pescatori, operai, casalinghe. E la band suona per loro, parla con loro, gioca e mangia con loro. Come in un grande filmino di famiglia. “Molti venivano ad assistere ai concerti per far parte dell’evento in sé, non per la musica!”, racconta, ridendo, Jón Þór Birgisson. “Venivano – spiega – per sentirsi parte di qualcosa di speciale. Ma per me questo vale tanto quanto la musica”.

Heima è musica anche in questo senso. I Sigur Ròs raccontano l’Islanda. Ma vogliono anche far capire quanto le loro sonorità siano legate a quella terra. Conosciamo così Páll Stefánsson, che costruisce marimbe con semplici pietre raccolte e pazientemente selezionate. E incontriamo il poeta Steindor Andersen, dalla voce cavernosa, che canta, accompagnato dalla musica dei Sigur Ròs, alcune poesie tradizionali che tramandano le vecchie leggende islandesi.

E poi c’è tutta la sfera emozionale. Partendo da Glòsoli (vedi il video), passando per Olsen Olsen (vedi il video) ed Heysàtan (vedi il video), la musica e la natura si fondono: le sonorità dei Sigur Ròs sembrano venire emanate dai corsi d’acqua, alzarsi vigorose come i geyser, scorrere fluide come i piccoli rivoli che l’attraversano tra le rocce. Creano atmosfere eteree e sognanti, ma parte di un crescendo che sfocia in suoni fragorosi. Sono a volte morbidi e caldi, altre aggressivi e freddi. Come l’Islanda.
Chiude il Dvd un’intima Untitled #3 (Samskeyti) a lume di candela (vedi il video). Ai Sigur Ròs non resta che dire “Takk” (grazie). E anche ai fan.


Sito ufficiale del documentario




Heima (Disc One) - Track Listening

01. Glósoli
02. Sé Lest
03. Ágætis Byrjun
04. Heysátan
05. Olsen Olsen
06. Von
07. Gítardjamm
08. Vaka
09. Á Ferð Til Breiðafjarðar Vorið 1922 (with Steindór Andersen)
10. Starálfur
11. Hoppípolla
12. Popplagið
13. Samskeyti/Credits


Heima (Disc Two) – Track Listening

01. Glósoli
02. Memories of Melodies
03. Heysátan
04. Sé Lest
05. Gítardjamm
06. Olsen Olsen
07. Popplagið
08. Á Húsafelli
09. Surtshellir
10. Church
11. Museum
12. Ágætis Byrjun
13. Þorrablót
14. Kvæðamannafélagið Iðunn
15. Á Ferð Til Breiðafjarðar Vorið 1922 (with Steindór Andersen)
16. Vaka
17. Dauðalagið
18. Hoppípolla/Með Blóðnasir
19. Starálfur
20. Vaka
21. Heima
22. Von
23. Samskeyti
24. Tour Diary
25. Credits