L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

Banditi. Uomini soli, confusi e spaventati. Una storia di inganno, invidia e sospetto. E una colonna sonora (firmata Nick Cave e Warren Ellis) che ne esprime tutta l’inquietudine. Che sorvola i paesaggi polverosi del west, corre lungo le praterie e come il vento fa ondeggiare il grano nei campi. Attraversa le foreste bagnate dall'inverno e avanza tra il fumo dei treni assaliti nella notte, tra le scintille delle “ruote” che graffiano i binari di ferro e stridono ferocemente. Una musica che attraversa gli occhi dei personaggi. Ed esprime il peso di un presagio maledetto. Di rapporti falsi e opportunisti che dovranno fare i conti con tutto il loro essere corrotti.

di Lucia Conti

Regia: Andrew Dominik
Anno: 2006
Cast: Brad Pitt (Jesse James), Casey Affleck (Robert Ford), Sam Rockwell (Charlie Ford), Sam Shepard (Frank James)


C’è un uomo forte, ma stanco e spaventato. Consapevole che sarà tradito da chi gli è accanto. E un ragazzino ambizioso, che ucciderà il suo idolo nell'assurdo tentativo di essere qualcosa che non potrà mai essere. Per brama di una fama che non arriverà mai. Una condanna scritta. Un destino che avanza, facendosi beffa della forza che quegli uomini pensavano di avere o erano convinti di poter ottenere. E che invece giorno dopo giorno si sgretola tra le loro mani.

L’assassinio di Jesse James è un film maestoso. Con una fotografia che dipinge quadri come fosse la mano di Caravaggio. Un montaggio attento. E una colonna sonora che si insinua nelle immagini come le radici di un albero penetrano nella profondità della terra. Un colonna sonora strumentale, creata da Nick Cave (che si regala anche un cammeo come menestrello folk nella parte finale del film) e Warren Ellis, che dopo l’esperienza de La Proposta (2005) tornano a comporre musica per film, toccando livelli di intensità che non avevano raggiunto nella precedente prova. Una colonna sonora toccante, penetrante, coinvolgente e sconvolgente.

Una regia piena di poesia. La scena dell’arrivo del treno, intorno al quindicesimo minuto, è da mozzare il fiato (a molti ricorderà il piccolo Pink di The Wall che gioca con le cartucce del fucile sui binari).
Un film ambizioso. Che tuttavia non piacerà a tutti. Tanto meno a chi si aspetta azione e sparatorie. Jesse James non è un western nella sua classica formula. È un film introspettivo. Dipinto sulle panoramiche delle meravigliose terre americane e sui primi piani degli occhi dei personaggi. Occhi pieni di destino. Pieni di paura, amarezza, rassegnazione. Un film che in parte risente della lunga e frustrante fase di post produzione, che ha visto la pellicola ridotta da oltre quattro ore a poco meno di tre. Ma forse non sarebbe guastata un’altra mezz’ora in meno. Molti lo troveranno noioso. Ma chi l’amerà, l’amerà immensamente. Rimarrà abbagliato da quei paesaggi, avrà male allo stomaco nel vedere quei destini segnati, sentirà la musica di Cave ed Ellis penetrare nelle vene, far salire l’ansia, suscitare compassione. In attesa del colpo.

America, 1881. Jesse James (Brad Pitt) ha 34 anni e sulla testa una taglia altissima. Una taglia che è leggenda, come tutta la famiglia James. Fratelli, banditi, assaltatori di treni. Figure leggendarie del west. Jesse James, è giusto ricordare, è estito veramente. La sua vita e il suo assassinio sono storia. Così come reale è Robert Ford (Casey Affleck), ragazzo ambizioso, cresciuto nel mito di Jesse. Un’ossessione, più che ammirazione. A 19 anni Robert crede di essere maturo abbastanza per diventare come Jesse James. Per ottenere quella fama di cui ha tanta brama. Si fa avanti. Chiede ai fratelli James di unirsi alla loro banda. Il maggiore dei fratelli, Frank, lo liquida brutalmente. Ma il gentile Jesse lo lascia avvicinare. Lo crede innocuo, ma il loro rapporto si fa sempre più ambiguo. E Jesse realizzerà presto che il pericolo cammina a suo fianco. “Tu vuoi essere come me, o vuoi essere me?”, gli chiederà, quando il sospetto sarà ormai concreto.
Nell’impossibilità di essere come lui, l’anima di Robert Ford si impregna di vendetta. Se non può essere come Jesse James, sarà quello che è riuscito a fregare Jesse James.
Il film è uno struggente quadro di caratteri tormentati, intriso di nichilismo. Non c’è modo di sfuggire al proprio destino. Quegli uomini sono tutti destinati alla miseria. Alcuni per stanchezza, altri per ambizione, altri solo per paura e vigliaccheria. Vanno avanti, agiscono, si uccidono. Senza che nulla acquisti mai un senso. E cosa resta? Niente altro che solitudine e rimorso.

L’atmosfera è cupa, c’è tensione, il cielo sembra sempre sul punto di cadere. Le figure si muovono nell’oscurità. Allo stesso modo in cui le loro menti agiscono nel segreto. I ralenti ne amplificano la rarefazione fino a renderla straziante. Il pianoforte di Cave e il violino di Ellis attraversano ogni scena, presenti, come fossero il vento che soffia tra i loro capelli. Come fossero l’aria che respirano. Musiche malinconiche, intrise di dolcezza in certi momenti, taglienti in altri. Si fondono con la storia, lasciando un senso di nostalgia per qualcosa che non si è compreso fino in fondo. Le lunghe note di violino di Ellis annunciano violenza. Il pianoforte di Nick Cave esprime tristezza e rammarico.

Tema di apertura è Song for Jesse, il ritratto del tormento di un uomo, modello di potere, ma colmo di insicurezze. Un uomo che sente come tutto stia per perdersi in un rovo di spine pronto a ferire. A sanguinare. The Money Train accompagna la straordinaria scena dell’arrivo del treno, mentre i banditi, nascosti nella foresta buia, si preparano all’assalto. C’è tensione, c’è freddezza, ma c’è anche paura. Perché questi sono i sentimenti negli animi dei banditi.
L’assassinio avviene sulle note di What Must Be Done. Jesse si toglie in cinturone. Sceglie di restare senza difese, di accettare il destino. E in pochi istanti la musica riporta alla mente tutti i sentimenti e i silenzi di cui era costituito il rapporto tra Jesse James e Robert Ford. Il dramma di un’idolatria spinta fino all’odio. Il dolore di un colpo che sta per esplodere. Di una violenza inutile.
La più movimentata Carnival fa da contrappunto alla più eterea ma ansiogena Rather Lovely Thing, uno dei temi portanti del film. Falling è uno dei brani più coinvolgenti, dove su un letto di accordi di Cave al pianoforte, Ellis costruisce un crescendo di archi che tiene sospesi, e poi si innalza, amplificando l’inquietudine che assale lo spettatore, ormai anch’egli in balìa di questo destino. Musica di una bellezza semplice e superba.
Song For Bob chiude l’album con oltre sei minuti di archi e un incedere funebre. Perché la morte più straziante, quella più violenta, non è del bandito, bensì quella del traditore: è la morte dell’anima. Di un gesto compiuto. Dal quale non si può tornare indietro.

Fermi. Non alzatevi ancora dalle poltrone. Aspettate i titoli di coda. Ascoltate The Legend of Jesse James. Brano non incluso nell’album della colonna sonora, ma di grande bellezza, che accende i meccanismi del ricordo. Il pianoforte accompagna gli arpeggi di chitarra in una ballata malinconica e, tuttavia, dolce e rasserenante. In quelle note c’è come una fotografia dei pochi, ma splendidi sorrisi di Jesse James. C’è il ricordo dei piccoli istanti di felicità di un uomo che sapeva di dover morire.

Se Domik doveva tagliare, è un bene che non l’abbia fatto nell’ultima, solenne parte. Un’intensa riflessione su un bandito che tutti improvvisamente si rendono conto di amare. E su un ragazzo che avrebbe dovuto raccogliere la gloria, e che invece viene rilegato, come suggerisce il titolo, al ruolo di codardo.
Una voce fuori campo tramanda la storia di una vita, impregnandola di leggenda, scavando nella parte più profonda di quegli animi.

L’assassinio di Jesse James è un prodotto di non facile visione; ma se ci si lascia trasportare dalle immagini e dalla musica, può donare momenti di grande intensità e poesia.




L’assassinio di Jesse James - Track Listing

01. Rather Lovely Thing
02. Moving On
03. Song For Jesse
04. Falling
05. Cowgirl
06. The Money Train
07. What Must Be Done
08. Another Rather Lovely Thing
09. Carnival
10. Last Ride Back To KC
11. What Happens Next
12. Destined For Great Things
13. Counting The Stars
14. Song For Bob