9 Songs

Londra. Matt e Lisa si incontrano a un concerto e iniziano una relazione. Questa è la trama di 9 Songs. Il resto è sesso e musica, per 70 minuti ed entrambi dal vivo. Il regista inglese Michael Winterbottom ha chiamato sul set le band più in voga del panorama musicale di inizio secolo (Primal Scream, Dandy Warhols, Franz Ferdinand…) e li ha ripresi per nove canzoni, una per ogni concerto che Matt e Lisa vedranno insieme. Ma i concerti sono solo la cornice della storia che Winterbottom vuole raccontare. E per farlo usa il mezzo di provocazione più alto: il sesso in diretta. La sua bravura sta nel metterlo in scena senza far sentire lo spettatore a disagio, nonostante i rapporti sessuali siano mostrati nei più minimi dettagli. Manca, infatti, la perversione, la volgarità e l’esibizionismo tipici della pornografia. Il sesso, in 9 Songs, è normale. Matt e Lisa sono due bravi ragazzi qualunque che si incontrano, stanno bene insieme, fanno sesso e vanno ai concerti. Niente di più normale. Ma è proprio questo il punto di forza del film: il regista inglese scatta una fotografia della moderna vita di coppia che più reale non potrebbe essere. E spinge a riflettere su come una relazione apparentemente bella, possa non lasciare nulla.

Regia: Michael Winterbottom
Anno: 2004
Cast: Kieran O’Brian e Margo Stilley


Michael Winterbottom non è nuovo al cinema musicale. Suo, ad esempio, 24 Hour Party People, film del 2002 incentrato sull’etichetta Factory Recors di Tony Wilson, produttore, tra gli altri, dei Joy Division. Questa volta, però, il regista inglese non parla di musica, ma la usa per spingersi oltre. Un bel po’ oltre.  Realizzando una pellicola che andrebbe a tutti gli effetti classificata come porno, e che tuttavia vuole mostrare ben altro che la perversa lussuria (la pellicola è comunque vietata ai minori di 18 anni).

Certo, musicalmente parlando, Winterbottom ha fatto un gran lavoro, facendo diventare il film una raccolta di singoli live energici e vibranti. Ci sono i Balck Rebel Motorcycle Club, i Von Bondies, gli Elbow, i Primal Scream, i Dandy Warhols, i Super Funny Animals e i Franz Ferdinand. Ma trova spazio anche un autore un po’ più attempato, Michael Nyman (compositore di celebri colonne sonore, come Lezioni di Piano), che si esibisce in una splendida suonata al pianoforte.

Il film si apre con Whatever Happened To My Rock And Roll dei Black Rebel Motorcycle Club (clicca sul titolo della canzone per vedere i video), energica e selvaggia come la successiva C’mon, C’mon dei The Von Bondies. Le canzoni non hanno un preciso ruolo narrativo, tanto che le esibizioni appaiono come momenti a se stanti e raramente la musica live si sovrappone alle immagini. Anche così, però, l’elemento sonoro ha un valore concettuale, amplificando le sensazioni che Matt e Lisa stanno vivendo. Anzi, le emozioni dei protagonisti sono molto più riconducibili ai concerti a cui assistono, che alle loro conversazioni, piuttosto scarne.

Si passa così dalla più frizzante Movin' On Up dei Primal Scream alla più emotiva Fallen Angel
degli Elbow, fino alla malinconia dell’addio, affidata al pianoforte di Michael Nyman (qui il video non tratto dal film). La relazione tra Matt e Lisa scorre ancora tra le esibizioni dei Dandy Warhols con You Were the Last High, dei Super Furry Animals con Slow Life e di nuovo i Black Rebel Motorcycle Club, con Love Burns, e i Franz Ferdinand con Jacqueline.

9 Songs, però, non è un film sulla musica. È parte integrante della vita di Matte e Lisa, ma solo in superficie. La loro relazione non ruota intorno a una profonda passione comune, non passano ore ad ascoltare album insieme o a riflettere sui testi delle canzoni. Sono solo due ragazzi come tanti, che escono per andare ai concerti. Una divertente abitudine che inizia e si esaurisce tra le mura di un locale affollato.

Anche questo, tuttavia, ha un senso ben preciso. Winterbottom se ne serve per raccontare la normalità dei giovani di oggi. E lo stesso fa con il sesso: ce lo sbatte in faccia, senza la minima censura. Lo toglie dalla fossa della scandalosità in cui l’ha rilegato il cinema porno e lo restituisce alla vita normale e alle persone comuni. I due attori sono giovani e con i volti acqua e sapone, non certo il fisico delle pornostar. Fanno del comunissimo sesso. Niente che uno spettatore dopo una certa età non abbia già messo in pratica. E allora cosa c’è da scandalizzarsi, se è qualcosa di così comune? Niente.

Ma attenzione. È proprio in tutta questa normalità che 9 Songs acquista un senso. Winterbottom racconta le relazioni d’oggi in modo forse più reale di quanto abbiano fatto tante altre pellicole più ambiziose. Riduce al minimo i dialoghi, li tiene lontani dalla drammatizzazione tipica del cinema. Racconta di ragazzi graziosi, e delle loro giornate semplici, divertenti, scandite dalle due cose che i giovani d’oggi amano di più: musica e sesso. Le mostra una, due, tre…nove volte.

Il film finisce e lo spettatore resta impassibile. Non è stato coinvolto dalla storia, non ha simpatizzato con i personaggi né con i loro destini. Il ricordo più chiaro di quei 70 minuti sarà, probabilmente, una delle canzoni live che vi è rimasta in testa. La sensazione finale è che 9 Songs sia un film inutile. Forse è proprio qui la chiave di tutto: quello che Winterbottom voleva mostrare è come ci si illuda che avere qualcuno accanto con cui spassarsela possa riempire realmente la vita. Se non poi scoprire che l’unione di due corpi non annulla la solitudine e che il piacere del sesso non può durare a lungo, se non si condivide niente più che un letto e qualche concerto.
Il rischio è quello di arenarsi nella monotonia. Di svegliarsi un giorno e sentirsi soli ed annoiati. Di lasciarsi le persone alle spalle e non avere nulla che valga davvero la pena di ricordare. È quello che accade a Matt e Lisa. Non avevano sogni né passioni da condividere. Non sono riusciti neanche a costruirne. La loro felicità era effimera. E si è dissolta nel nulla.

9 Songs non è un gran film. A Winterbottom va però il merito di aver detto le cose come spesso stanno. E, per una volta, senza inutili filtri o ambiziose strategie cinematografiche.



Songs – Track Listining

01. Whatever Happened To My Rock and Roll – Black Rebel Motorcycle Club

02. C’mon C’mon – The Von Bondies

03. Debbie – Michael Nyman

04. Madan (Exotic Disco Mix) – Salif Keita

05. Fallen Angel – Elbow

06. Michael – Franz Ferdinand

07. Nadia – Michael Nyman

08. Movin’ On Up – Primal Scream

09. Sola – Melissa Parmenter

10. Platform – Melissa Parmenter

11. You Were the Last High – The Dandy Warhols

12. Horse Tears – Goldfrapp

13. Slow Life – Super Furry Animals

14. I’ve Got Your Number – Elbow

15. Jacqueline – Franz Ferdinand

16. Love Burns – Black Rebel Motorcycle Club